Maternità e malattia

  da http://www.anpi-onlus.it/ 

Una storia....

Quando mio figlio si è ammalato, all’età di sei anni, mi sono chiesta: perché?

Perché proprio al mio cucciolo?

Mi sembrava impossibile che mio figlio dovesse percorrere il cammino più importante, la vita, con una compagna di viaggio così instabile, imprevedibile, che lo avrebbe certamente messo a dura prova.

Spremevo le meningi e pensavo, mi sforzavo di trovare una soluzione per poterla neutralizzare.

Tutte le volte che Alberto mi ha chiesto – Mamma, fino a quando devo prendere le pasticche? –, oppure  – Mamma, ma quando guarisco? -, ho ricacciato indietro le lacrime che sentivo salire agli occhi, e ho regalato un sorriso al mio piccolo – Tesoro, non so… ma mamma e papà  sono con te. Non devi avere paura –

Ogni volta scoprivo nei suoi occhi la fiducia e vedevo scomparire la preoccupazione dal suo volto.

Ed un giorno ho capito!

Non c’è nulla di più terribile che annientare la speranza.

Nessuno di noi sa cosa ci riserva il destino e nessuno è perfetto.

Ho amato Alberto  prima ancora che il suo cuoricino iniziasse a battere, quando lui era solo nella mia mente.

Ho vissuto emozioni irripetibili in quei nove bellissimi mesi e quando è uscito dal mio grembo pensavo di morire di felicità.

Ho visto compiersi, giorno dopo giorno, il miracolo della sua crescita. E ancora oggi, dopo dieci anni, ringrazio Dio per lo splendido dono.

Oggi so di non avere colpe. La prova a cui siamo sottoposti ci rende ogni giorno più forti.

La malattia è piombata sulle nostre vite come un ciclone e come un ciclone se ne è andata.

So, che tornerà. Ma sino a quel momento nemmeno un piccolo istante di tutti i momenti preziosi che abbiamo da vivere, verrà turbato dalla sua esistenza.

Questa, è la mia vittoria.