Pubblicata il: 29/12/2008
Sono passati in soli cinque anni da tre a sei ogni centomila abitanti i casi di malattie infiammatorie croniche intestinali. Ci si può ammalare di rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn già a 10-12 anni ma il 20% delle forme pediatriche, le più gravi, può esordire prima dei 10 anni. I dati sono stati forniti dagli specialisti della Sigenp, Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica, che hanno elaborato un documento di consenso presentato ieri a Milano per lanciare un allarme e sensibilizzare i pediatri italiani sulla necessità di una diagnosi precoce e sulle nuove terapie. Un fascicolo di oltre 100 pagine sull'epidemiologia, i sintomi, i metodi di diagnosi e di terapia farmacologica e chirurgica di queste malattie sarà distribuito ai pediatri di base e a quelli ospedalieri, oltre che pubblicato come supplemento a una rivista internazionale.
<<Sono “malattie del benessere” - ha spiegato Arrigo Barabino direttore dell'Unità di Gastroenterologia pediatrica dell'Istituto Gaslini di Genova - perché esistono solo negli Usa e in Europa mentre sono sconosciute in Cina e in Africa>>. L'ipotesi più accreditata è che siano malattie autoimmuni, causate dall'attacco del sistema immunitario contro la normale flora batterica dell'intestino. <<La terapia tradizionale è quella immunosoppressiva - ha spiegato Barabino - ma da poco sono stati introdotti farmaci biologici che hanno dato risposte clamorose intorno al 60% dei casi, provocando la remissione o una riduzione significativa dei sintomi in tempi brevi>>.
Per un migliore controllo della malattia, il documento di consenso raccomanda ai pediatri di anticipare quanto più possibile la diagnosi osservando i sintomi quali dolori addominali, diarrea, sangue nelle feci e deficit di crescita. Nella colite ulcerosa infatti si calcola un ritardo diagnostico di sei mesi, nel morbo di Crohn di dieci mesi, nella colite indeterminata di nove mesi. La Sigenp distribuirà un fascicolo ai pediatri per velocizzare le diagnosi