Trattamento dell’osteoporosi nei pazienti con IBD
Considerazioni sul trattamento dell’osteoporosi nei pazienti con IBD:
- Tutti i pazienti devono essere incoraggiati a modificare lo stile di vita (esercizio, astensione dal fumo, moderare l’introito di alcool) e ad assumere supplementi di calcio e vitamina D
- La DEXA (densitometria ossea) deve essere eseguita selettivamente dopo valutazione globale dei fattori di rischio
- La calcemia deve essere valutata alla diagnosi. In presenza di fratture patologiche vanno ricercate altre cause mediante esecuzione di emocromo fosfatasi alcalina calcemia creatinina, dosaggio sierico della vitamina D, elettroforesi e testosterone (nei maschi)
- La determinazione del paratormone è indicata solo in presenza di alterazione dei livelli di calcio sierici o urinari
- Mantenere il dosaggio dello steroide al minimo necessario considerando il ricorso ad immunosoppressori nei pazienti dipendenti
- Nei pazienti considerati ad alto rischio e in quelli con osteoporosi documentata vanno prescritti supplementi di calcio (1,5 gr/die dopo i 50 anni e comunque nelle donne in menopausa , 1 gr/die negli altri casi) e vitamina D
- La terapia sostitutiva ormonale con estrogeni è approvata dalla FDA per la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne in menopausa e nelle donne in età fertile affette da ipogonadismo, ma il suo utilizzo va considerato dopo attenta valutazione di rischi e benefici (livello D in IBD, livello A sul rischio di fratture nelle donne in menopausa)
- I bifosfonati sono approvati dalla FDA nei pazienti con osteoporosi documentata, nei pazienti con fratture atraumatiche e nei pazienti che necessitano di più di tre mesi di trattamento con corticosteroidi
- La calcitonina (nasale o sottocutanea) può essere considerata in caso di inefficacia o intolleranza agli altri trattamenti
- Il fluoro non è raccomandato
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